BIENNALE DE LA DANSE, LYON.
Undertainment d’élégance
La Dresden Frankfurt Dance Company offre à la Biennale de la Danse de Lyon un double programme en première nationale : une création 2025 de William Forsythe, fondateur de la compagnie, suivie d’une chorégraphie de l’actuel directeur artistique Ioannis Mandafounis.
Traduzione in italiano
Underintrattenimento di eleganza estrema
La Dresden Frankfurt Dance Company regala alla Biennale della Danza di Lione un doppio programma in prima nazionale: una creazione 2025 di William Forsythe, fondatore della compagnia, seguita da una coreografia dell’attuale direttore artistico Ioannis Mandafounis.
La Dresden Frankfurt Dance Company è una delle più importanti realtà di danza contemporanea in Europa, figlia del leggendario Ballett Frankfurt. Dopo la sua trasformazione in Forsythe Company nel 2004, la compagnia ha assunto nel 2015 il nome attuale e prosegue oggi il proprio percorso creativo sotto la direzione artistica di Ioannis Mandafounis.
Nel disegno luci di Tanja Rühl, i riflettori si accendono diretti e verticali su Undertainment, con cui William Forsythe apre la serata. Gli artisti della compagnia, disposti in semicerchio sul palco della Maison de la Danse di Lione, avviano tra loro un dialogo fatto di suoni e movimento.
Si ha subito la sensazione che gli interpreti siano al contempo esecutori e spettatori della coreografia. Dalla formazione iniziale si distaccano regolarmente duo e trio che vanno a occupare il centro dello spazio scenico, evolvendo in movimenti leggeri e gesti di contatto, svitamenti del bacino che trascinano il resto del corpo, articolazioni che svirgolano en dedans. Al tempo stesso, la presenza di una parte della compagnia ai margini della superficie scenica costruisce il contesto, la musica e l’orizzonte entro cui si distende lo sguardo del pubblico.
Il paesaggio sonoro è costituito da una partitura di suoni improvvisati emessi dagli interpreti: oh, uah, ba ba, hum, pam pam. Tra loro, da qualche parte, si trova una sorta di direttore d’orchestra. Gli interpreti si avvicendano in questo ruolo con l’evolvere della coreografia e regolano costantemente i suoni-movimenti del gruppo: singhiozzi, respiri, soffi attraverso le mani poggiate sul viso, fischi. Pattern corporei costituiscono i segnali per ogni transizione narrativa, fatta di gesti, pause e solfeggi, urla e dita che schioccano. Come se fosse una lingua sconosciuta che rimbalza da un lato all’altro della scena: non si sa dove orientare lo sguardo. Soltanto alla fine della pièce si percepisce un lieve sottofondo musicale, di cui non si trova traccia nella scheda tecnica, come un mormorio o un suono di campane tibetane, che si perde nel ba ba ba vocalizzato dagli interpreti e si dissolve in un soffio.
Con Lisa, di Ioannis Mandafounis, questa forma di undertainement – intrattenimento sotterraneo, improvvisato o alternativo – lascia spazio a una ulteriore esplorazione delle possibilità di improvvisazione scenica. Nella seconda parte della rappresentazione, la scenografia si apre su un ciclorama grigio antracite, un pianoforte collocato a sinistra dello spazio scenico e una superficie inclinata sul lato opposto del palco. Il pianista Gabriele Carcano introduce una melodia di Gabriel Fauré al pianoforte, mentre una danzatrice compare sulla pedana obliqua; con un microfono headset, si muove recitando in russo i versi di Osip Mandelstam, che si accendono sullo sfondo come sovratitoli luminosi. Ogni nota, ogni passo, ogni parola si intreccia in una conversazione imprevedibile tra suono, movimento e luce, trasformando il palco in un luogo sospeso: “Sono un giardiniere, sono un fiore”. Tra passato e presente, altri quattro interpreti intervengono sulla scena, giocando e rincorrendosi intorno al pianoforte, sorridenti, in costumi che richiamano gli anni Trenta: camicie, pantaloni, bretelle, cravatte, gilet e calzettoni a rombi (Dorothee Merg). Un assolo di intensa solitudine può diventare un duo intimo, fino al movimento vivace e gioioso della compagnia al completo.
Ioannis Mandafounis, infonde una nuova energia all’improvvisazione, caratterizzata da molti salti, prese e momenti di contatto, restituendo una pièce estremamente luminosa. I corpi sono gruppo e il gruppo è la compagnia. Nella loro singolarità (ciascun costume è diverso dagli altri), i corpi si annodano e si confondono, così come si alternano e si confondono nuovi suoni e lingue: dopo il russo, l’inglese, il francese, l’italiano, l’yiddish. Con il crescendo del flusso sonoro, arriva addirittura in scena un microfono ad asta che gli interpreti si contendono, declamando versi e urlando in una Babele di idiomi incomprensibili. In questa situazione di musica assordante che prende il sopravvento sulla partizione del pianista, con scoppi di risate e il microfono rovesciato a terra, una pioggia stupenda e liberatoria di petali rosa irrompe sul finale, inonda i danzatori che corrono e fluiscono all’interno di questa scenografia stratificata, sparendo dietro la rampa inclinata alla chiusura della pièce.
La continuità tra le due rappresentazioni e la partecipazione emotiva degli interpreti testimonia con nettezza come questa compagnia incarni l’eredità vivente della danza contemporanea a livello internazionale, collocandosi con naturale coerenza all’interno della programmazione della Biennale di Lione, che da sempre valorizza la sperimentazione e la trasmissione nel panorama coreutico mondiale.
di Francesca Oddone, visto il 22 settembre 2025
Articolo pubblicato su Persinsala
Lo spettacolo è andato in scena
Maison de la Danse
8 Avenue Jean Mermoz, 69008 Lyon (FR)
21-22 settembre 2025
Civil Society : Undertainment / Lisa | Dresden Frankfurt Dance Company
di William Forsythe e Ioannis Mandafounis
creazione 2025
Undertainment (2025)
direzione artistica William Forsythe
interpreti Dresden Frankfurt Dance Company
assistente coreografia Cyril Baldy
responsabile delle prove Pauline Huguet
creazione luci Tanja Rühl
costumi Dorothee Merg
coproduzione Dresden Frankfurt Dance Company con DE SINGEL – International Arts Centre e Romaeuropa Festival
con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels.
Lisa (2024)
direzione artistica Ioannis Mandafounis
interpreti Dresden Frankfurt Dance Company
costumi Dorothee Merg
pianoforte Gabriele Carcano
drammaturgia Philipp Scholtysik
assistente coreografia Pauline Huguet
creazione luci Ioannis Mandafounis
crediti fotografici: Dominik Mentzos
La Dresden Frankfurt Dance Company è sostenuta dalla capitale regionale Dresda e dallo Stato libero di Sassonia, dalla città di Francoforte sul Meno e dallo Stato dell’Assia.
Compagnia residente a HELLERAU – Centro europeo delle arti di Dresda e al Bockenheimer Depot di Francoforte sul Meno.
In corealizzazione con la Maison de la Danse. Con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels.
Institution majeure de la danse contemporaine européenne et héritière du légendaire Ballett Frankfurt, après sa transformation en Forsythe Company en 2004, la compagnie a pris en 2015 son nom actuel et poursuit aujourd’hui son parcours créatif sous la direction artistique d’Ioannis Mandafounis.
Dans la conception lumière de Tanja Rühl, les projecteurs s’allument, directs et verticaux, sur Undertainment, pièce avec laquelle William Forsythe ouvre la soirée. Les artistes de la compagnie, disposés en demi-cercle sur la scène de la Maison de la Danse de Lyon, engagent un dialogue fait de sons et de mouvements.
Le public perçoit aussitôt une double posture : les interprètes sont à la fois exécutants et témoins de leur propre partition. Dès la formation initiale, des duos et trios s’extraient du groupe, occupent le centre de l’espace, évoluant dans des mouvements légers et des gestes de contact : des rotations du bassin entraînent le reste du corps, les articulations tournent en dedans. Parallèlement, la présence d’une partie de la compagnie aux marges de l’espace scénique construit le contexte, la musique et l’horizon dans lesquels le regard du public se déploie.
Le paysage sonore est organisé autour d’une partition de sons improvisés émis par les interprètes : oh, uah, ba ba, hum, pam pam. Parmi eux, à un moment ou à un autre, se trouve une sorte de chef d’orchestre. Les interprètes se relaient dans ce rôle au fil de l’évolution de la chorégraphie et régulent constamment les sons-mouvements du groupe : sanglots, respirations, sifflements, souffles à travers les mains posées sur le visage. Des motifs corporels constituent les signaux à chaque transition narrative, faite de gestes, de pauses et de solfèges, de cris et de claquements de doigts, comme s’il s’agissait d’une langue inconnue. Rebondissant d’un côté à l’autre de la scène, notre regard ne sait où se poser. Ce n’est qu’à la fin de la pièce qu’un léger fond musical se fait entendre – dont aucune trace n’est indiquée dans la fiche technique –, comme un murmure, ou un son de cloche tibétaine, qui se perd dans le ba ba ba vocalisé par les interprètes et se dissout en un souffle.
Avec Lisa, d’Ioannis Mandafounis, cette forme d’undertainment – divertissement souterrain, improvisé ou alternatif – laisse place à une exploration supplémentaire des possibilités d’improvisation scénique. Dans la seconde partie de la représentation, la scénographie s’ouvre sur un cyclorama gris anthracite, un piano placé à gauche de l’espace scénique et une surface inclinée sur le côté opposé. Le pianiste Gabriele Carcano introduit une mélodie de Gabriel Fauré, tandis qu’une danseuse apparaît sur la plateforme oblique ; équipée d’un micro-casque, elle se déplace en récitant en russe les vers d’Ossip Mandelstam, qui s’affichent en arrière-plan comme des surtitres lumineux. Chaque note, chaque pas, chaque mot s’entrelacent dans une conversation imprévisible entre son, mouvement et lumière, transformant la scène en un lieu suspendu : « Je suis un jardinier, je suis une fleur. »
Reliant passé et présent, quatre autres interprètes interviennent sur scène, jouant et se poursuivant autour du piano, souriants, vêtus de costumes rappelant les années Trente : chemises, pantalons, bretelles, cravates, gilets et chaussettes à losanges (Dorothee Merg). Un solo d’intense solitude peut se transformer en duo intime, jusqu’au mouvement vif et joyeux de l’ensemble de la compagnie.
Ioannis Mandafounis insuffle une nouvelle énergie à l’improvisation, caractérisée par de nombreux sauts, prises et moments de contact, offrant une pièce extrêmement lumineuse. Les corps forment un groupe, et le groupe est la compagnie. Dans leur singularité (chaque costume étant différent), les corps s’emmêlent et se confondent, tout comme se succèdent et se mêlent de nouveaux sons et de nouvelles langues : après le russe, l’anglais, le français, l’italien, le yiddish. Avec le crescendo du flux sonore, un micro sur pied apparaît sur scène : les interprètes se le disputent, déclamant des vers et criant dans une Babel d’idiomes incompréhensibles. Dans ce contexte de musique assourdissante, qui prend le dessus sur la partition du pianiste, éclats de rire et micro renversé au sol précèdent une pluie magnifique et libératrice de pétales roses : elle surgit à la fin, inonde les danseurs qui courent et s’écoulent dans cette scénographie stratifiée, disparaissant derrière la rampe inclinée à la clôture de la pièce.
La continuité entre les deux représentations et la participation émotive des interprètes témoignent avec netteté que cette compagnie incarne l’héritage vivant de la danse contemporaine à l’échelle internationale, se plaçant avec une cohérence naturelle dans la programmation de la Biennale de Lyon, qui valorise depuis toujours l’expérimentation et la transmission dans le paysage chorégraphique mondial.
Par Francesca Oddone, vu le 22 septembre 2025
Article paru sur Persinsala
Le spectacle a eu lieu
Maison de la Danse
8 Avenue Jean Mermoz, 69008 Lyon (FR)
21–22 septembre 2025
Civil Society : Undertainment / Lisa | Dresden Frankfurt Dance Company
de William Forsythe et Ioannis Mandafounis
création 2025
Civil Society: Undertainment (2025)
direction artistique William Forsythe
interprètes Dresden Frankfurt Dance Company
assistant à la chorégraphie Cyril Baldy
responsable des répétitions Pauline Huguet
création lumières Tanja Rühl
costumes Dorothee Merg
coproduction Dresden Frankfurt Dance Company avec DE SINGEL – International Arts Centre et Romaeuropa Festival
avec le soutien de Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
Lisa (2024)
direction artistique Ioannis Mandafounis
interprètes Dresden Frankfurt Dance Company
costumes Dorothee Merg
piano Gabriele Carcano
dramaturgie Philipp Scholtysik
assistante à la chorégraphie Pauline Huguet
création lumières Ioannis Mandafounis
crédits photographiques Dominik Mentzos
La Dresden Frankfurt Dance Company bénéficie du soutien de la capitale du Land Dresde, de l’État libre de Saxe, de la ville de Francfort-sur-le-Main et du Land de Hesse.
Compagnie en résidence à HELLERAU – European Centre for the Arts et au Bockenheimer Depot de Francfort-sur-le-Main.
En coréalisation avec la Maison de la Danse. Avec le soutien de Dance Reflections by Van Cleef & Arpels




