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Ph. Patrick Lambert

CONTRE-NATURE

La matière de l’absence

La chorégraphie de Rachid Ouramdane défie la gravité et compose une atmosphère contemporaine profondément émouvante autour des thèmes du manque, de la perte et du deuil.

La materia dell’assenza

La coreografia di Rachid Ouramdane sfida la gravità e costruisce un’atmosfera contemporanea e profondamente toccante intorno ai temi della mancanza, della perdita e del lutto.

Due correnti laterali modellano il fumo che invade il proscenio e lo sospingono verso il centro del palco. Qui il moto si ritrae, sollevando un’onda di nebbia che si arriccia verso l’alto e, nel suo diradarsi, lascia affiorare due figure umane sul bianco assoluto del tappeto scenico. Tra i sottili vortici di fumo emergono, uno dopo l’altro, gli interpreti della compagnia di Chaillot, con fisicità e stature profondamente contrastanti. Si tratta del primo segno distintivo del gruppo riunito attorno al coreografo francese Rachid Ouramdane, alla guida del Théâtre National de Chaillot dal 2021: un collettivo di circa quarantacinque artisti, tra danzatori, acrobati, volteggiatori, arrampicatori e portatori, di cui otto coinvolti nella creazione di Contre-nature, delicatissimo progetto del 2024, dedicato al tema della scomparsa e del lutto. I costumi di Siegried Petit-Imbert sembrano concepiti per accentuare la diversità morfologica dei performer, uno dei nuclei poetici della creazione. La palette cromatica è ridotta e privilegia bianchi, grigi polverosi e toni naturali, favorendo la dissoluzione dell’identità individuale nel paesaggio performativo.

Fin dai primi momenti della coreografia, lo spettatore ha la sensazione che alcuni interpreti svaniscano: lasciando ricadere il capo all’indietro, essi si affidano alla mano o al corpo di un compagno, in un cedimento che porta a una perdita di verticalità e suggerisce un arretramento nello spazio, evocando una corporeità vulnerabile, coerente con la meditazione sul tema della pièce. Progressivamente, le figure si sovrappongono in altezza, appoggiandosi sulle spalle dei co-interpreti in configurazioni piramidali che mutano con lentezza, attraverso un controllo del rilascio del peso corporeo, con appoggi dinamici, posture di abbandono dorsale o laterale e variazioni dell’equilibrio. Dal punto di vista coreografico ed estetico, Contre-nature si fonda su una scrittura del movimento che privilegia continuità, sospensione del peso e integrazione tra danza e acrobatica, secondo la poetica ricorrente di Rachid Ouramdane. La coreografia valorizza così stati fisici intermedi — appoggio, oscillazione e trattenuta del peso — nei quali i corpi sono spinti, lanciati o compressi nello spazio dalla forza dell’altro, sia verso l’alto sia verso il suolo, mentre le esigenze tecniche e la logica dell’acrobazia a configurano le dinamiche di contatto, presa e scambio di energia all’interno dello spazio scenico.

La scena è spoglia. Il disegno luci di Stéphane Graillot, caratterizzato da un’apparente semplicità, è uno degli elementi più forti della pièce. Sulla gamma cromatica neutra dei costumi, che volgono ai toni del grigio antracite e blu pavone, domina una luce lattiginosa diffusa, quasi atmosferica, che accompagna i movimenti come un fenomeno climatico. L’uso costante del fumo e delle micro-turbolenze d’aria contribuisce inoltre a modellare la visibilità e a rafforzare la poetica dell’evanescenza. Un carillon si inserisce in un paesaggio sonoro immersivo, fatto di silenzi, di texture ambient ed elettroniche, che richiamano i suoni del vento, del respiro, della risacca del mare. Questa sovrapposizione di suoni rarefatti ricalca in qualche maniera lo stile stratificato del coreografo, allo stesso tempo fisico, poetico, spesso collettivo, con una forte attenzione alla dimensione umana e sociale. L’insieme tende a produrre una sensazione di scomparsa progressiva della materia performativa, che indica costantemente allo spettatore il limite tra presenza e dissoluzione.

Fin dal 2009, con l’opera Möbius, che rappresenta un punto di torsione nella sua ricerca, Ouramdane porta avanti una sperimentazione basata sulla partecipazione in scena di artisti con competenze diverse: danzatori, acrobati, performer provenienti dal circo e dalle discipline aeree. E come per il nastro di Möbius – la figura geometrica con una sola superficie e un solo bordo, simbolo di continuità e rovesciamento percettivo – così nelle creazioni del coreografo gli interpreti esplorano un continuum di movimenti ripetitivi ed epurati, di gesti che accumulano minuscoli dettagli, descrivendo, attraverso estetiche diverse, la relazione tra individuo e gruppo, fra dentro e fuori, tra spazio interno e leggi gravitazionali.

In questa trama fatta di vuoti e di relazioni, in cui i corpi sembrano costantemente sul punto di svanire o di essere riassorbiti dal paesaggio scenico, la scrittura coreografica di Ouramdane dispiega una meditazione profonda sulla perdita. I gesti di sostegno reciproco, le cadute trattenute e le figure sospese costruiscono una grammatica della fragilità condivisa, nella quale la vulnerabilità individuale si trasforma in esperienza collettiva e principio generativo.

di Francesca Oddone, 26 febbraio 2026
Articolo pubblicato su Persinsala

Lo spettacolo è andato in scena
Visto alla Maison de la Danse
8 Avenue Jean Mermoz, 69008 Lyon (FR)

25 – 28 février 2026

Contre-nature
Rachid Ouramdane |
Compagnie de Chaillot

direzione artistica Rachid Ouramdane
musica Jean-Baptiste Julien
creazione luci Stéphane Graillot
scenografia Sylvain Giraudeau
creazione video Jean-Camille Goimard
costumi Siegrid Petit-Imbert
interpretazione Joaquín Bravo, Lorenzo Dasse, Clotaire Fouchereau, Löric Fouchereau, Peter Freeman, Maria Celeste Mendozi, Mayalen Otondo, Lucas Tissot, Aure Wachter, Owen Winship
con la voce di Ael Ouramdane Melscoët e con la partecipazione in video di Anton Ouramdane Melscoët
crediti fotografici Patrick Lambert
Questo spettacolo è dedicato a Farid Ouramdane.

produzione Chaillot — Teatro Nazionale della Danza con il sostegno di Dance Reflections by Van Cleef & Arpels
coproduzione Bonlieu – Scène Nationale d’Annecy; Maison de la danse, Lione — Polo europeo di creazione; National Theater & Concert Hall Taipei (Taiwan); Théâtre de Caen; MC2: Maison de la Culture de Grenoble — Scène nationale.

Deux courants latéraux façonnent la fumée qui envahit le proscenium et la poussent vers le centre du plateau. Là, le mouvement se contracte, soulevant une vague de brume qui s’élève en spirale et, en se dissipant, laisse apparaître deux silhouettes humaines sur le blanc immaculé du tapis scénique. À travers les tourbillons ténus de fumée surgissent, l’un après l’autre, les interprètes de la Compagnie de Chaillot, dont les morphologies contrastées constituent l’un des premiers signes distinctifs du collectif réuni autour du chorégraphe français Rachid Ouramdane, directeur du Théâtre national de Chaillot depuis 2021. Cet ensemble, qui rassemble environ quarante-cinq artistes – danseurs, acrobates, voltigeurs, grimpeurs et porteurs – voit huit de ses membres participer à la création de Contre-nature, projet d’une grande délicatesse, présenté en 2024 et consacré aux thèmes de la disparition et du deuil.

Les costumes conçus par Siegfried Petit-Imbert semblent accentuer la diversité corporelle des interprètes, l’un des noyaux poétiques de la création. La palette chromatique, volontairement restreinte, privilégie les blancs, les gris poussiéreux et les tonalités naturelles, favorisant une forme de dissolution de l’identité individuelle dans le paysage performatif.

Dès les premiers instants de la chorégraphie, certains interprètes paraissent s’effacer. La tête renversée en arrière, ils s’abandonnent à la main ou au corps d’un partenaire dans un mouvement de relâchement qui entraîne la perte de la verticalité et suggère un retrait progressif dans l’espace. Cette corporéité vulnérable s’accorde étroitement avec la méditation thématique de la pièce. Peu à peu, les figures se superposent en hauteur, prenant appui sur les épaules des partenaires dans des configurations pyramidales qui se transforment lentement grâce à un contrôle précis du relâchement du poids corporel, alternant appuis dynamiques, abandons dorsaux ou latéraux et variations d’équilibre.

Sur le plan chorégraphique et esthétique, Contre-nature repose sur une écriture du mouvement fondée sur la continuité, la suspension du poids et l’intégration de la danse et de l’acrobatie, fidèle à la poétique récurrente de Rachid Ouramdane. La chorégraphie privilégie ainsi des états physiques intermédiaires – appui, oscillation, suspension – dans lesquels les corps sont poussés, lancés ou comprimés dans l’espace par la force de l’autre, tant vers le haut que vers le sol. Les exigences techniques de l’acrobatie façonnent alors les dynamiques de contact, de saisie et de circulation de l’énergie à l’intérieur de l’espace scénique.

La scène demeure dépouillée. La conception lumière de Stéphane Graillot, d’une simplicité seulement apparente, constitue l’un des éléments les plus puissants de la pièce. Sur la gamme chromatique neutre des costumes, oscillant entre gris anthracite et bleu paon, se déploie une lumière laiteuse et diffuse, presque atmosphérique, qui accompagne les mouvements comme un phénomène climatique. L’usage constant de la fumée et de micro-turbulences d’air contribue également à modeler la visibilité et à renforcer la poétique de l’évanescence.

Un carillon s’inscrit dans un paysage sonore immersif fait de silences et de textures ambiantes ou électroniques, évoquant tour à tour le vent, la respiration ou le ressac marin. Cette stratification sonore prolonge le style du chorégraphe, à la fois physique, poétique et profondément collectif, marqué par une attention constante à la dimension humaine et sociale. L’ensemble tend à produire une sensation de disparition progressive de la matière performative, rappelant sans cesse au spectateur la frontière fragile entre présence et dissolution.

Depuis 2009, avec Möbius, œuvre qui marque un tournant dans son parcours, Ouramdane poursuit une recherche fondée sur la collaboration avec des artistes aux compétences multiples : danseurs, acrobates, performers issus du cirque et des disciplines aériennes. À l’image du ruban de Möbius – figure géométrique à une seule surface et un seul bord, symbole de continuité et de renversement perceptif – ses créations explorent un continuum de mouvements épurés et répétitifs, de gestes accumulant d’infimes variations, qui interrogent, sous des formes esthétiques diverses, la relation entre individu et collectif, entre intérieur et extérieur, entre espace intime et lois de la gravité.

Dans cette trame faite de vides et de relations, où les corps semblent constamment sur le point de disparaître ou d’être réabsorbés par le paysage scénique, l’écriture chorégraphique d’Ouramdane déploie une méditation profonde sur la perte. Les gestes de soutien mutuel, les chutes retenues et les figures suspendues composent une véritable grammaire de la fragilité partagée, où la vulnérabilité individuelle se transforme en expérience collective et en principe génératif.

Par Francesca Oddone, spectacle vu le 26 février 2026
Article paru sur Persinsala

Le spectacle a eu lieu
Maison de la Danse
8 Avenue Jean Mermoz, 69008 Lyon (FR)
25 – 28 février 2026

Contre-nature
Rachid Ouramdane | Compagnie de Chaillot

création 2024
direction artistique Rachid Ouramdane
musique Jean-Baptiste Julien
création lumières Stéphane Graillot
scénographie Sylvain Giraudeau
vidéo Jean-Camille Goimard
costumes Siegrid Petit-Imbert
interprétation Joaquín Bravo, Lorenzo Dasse, Clotaire Fouchereau, Löric Fouchereau, Peter Freeman, Maria Celeste Mendozi, Mayalen Otondo, Lucas Tissot, Aure Wachter, Owen Winship 
avec la voix de Ael Ouramdane Melscoët et avec la participation d’Anton Ouramdane Melscoët à l’image
crédit photographique Patrick Lambert
Ce spectacle est dédié à Farid Ouramdane.

Rachid Ouramdane | Compagnie de Chaillot • Contre-nature • Production Chaillot — Théâtre national de la Danse. Avec le soutien de Dance Reflections by Van Cleef & Arpels. Coproduction Bonlieu-Scène Nationale d’Annecy ; Maison de la danse, Lyon — Pôle européen de création ; National Theater & Concert Hall Taipei (TW) ; Théâtre de Caen ; MC2: Maison de la Culture de Grenoble — Scène nationale

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